Archivio perMarzo, 2008

Cornici

Finalmente ho comprato delle nuove batterie ricaricabili per la macchina fotografica. Le vecchie avevano fatto il loro tempo.

Ecco due nuove cornici che ho fatto per mia madre. La seconda ero davvero poco ispirata, con mia madre che mi punzecchiava per avere la cornice entro venerdì (festa di mia sorella, venivano parenti a casa e dovevano vedere le cornici gemelle).

Cornice - 3

Non sono soddisfattissima di questi lavori, non ho molte idee ultimamente.

Cornice - 4

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Io sono qui…

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Imbiancare

Tutte le case prima o poi hanno bisogno di essere imbiancate e, in vista della laurea della mia adorata (si…) sorellina, mia madre ha deciso che tavernetta e ingresso andavano imbiancati, perché è lì che faremo la festa coi parenti (altrimenti detta: “Venite e sganciate 100 euro, contanti, niente collanine, borsette ecc…!”). Peccato che la mia sorellina si sia ritirata a casata della sua amica (Tesi di Gruppo) a finire la presentazione, e qui a casa non la vediamo mai.

 

Se abitassi in Wisteria Lane, per imbiancare casa chiamerei un imbianchino, che potrei pagare. Lui arriverebbe a casa, con una salopette bianca immacolata, mi farebbe un bel lavoro in tutte le stanze, senza versare una goccia di pittura a terra, mentre io giro in casa in Babydoll, e alla fine ci sarebbe una scopatina in garage, tra i barattoli di vernice e ne uscirei soddisfatta & con le pareti pulite.

 

Ma io sono lontana anni luce da tutto ciò. Io sono una gran pezzente e vivo con quei gran pezzenti dei miei genitori, quindi non se ne parla di chiamare l’imbianchino, per pagarlo dovremmo accendere un mutuo! Compriamo pennelli e colori e ci diamo da fare: dobbiamo pittare solo la tavernetta e l’ingresso… non è molto, i piani superiori li faremo in estate, con calma.

 

Il progetto è: pareti gialle, ma un bel giallo, squillante; travi e pilastri (sono sporgenti) verde scuro, che dia un bel contrasto; camino da ripassare rosso mattone (è in mattoncini) con le venature bianche, porta metallica delle cantina in smalto bianco. Benissimo.

 

GIORNO 1:Allora… si comincia. Ovviamente mia sorella non c’è, i miei fratelli uno è piccolo e pasticcione l’altro e grande, grosso e immaturo… il lavoro tocca a me, mia madre e mio padre (ma che figlia responsabile sono, come un asino da soma). Cominciamo col soffitto: mio padre lo passa di bianco… gli ripetiamo più volte che sta andando male, dice che no… da asciutto vedremo che è fatto bene… invece ora è asciutto, ed è uno schifo, tutto a strisce. Mentre mio padre da il verde io e mia madre facciamo il camino (rosso i mattoni, bianca la calce tra mattone e mattone, con pennellino piccino)… dopo varie ore di lavoro e due passate di vernice il camino è rosa (ma le insenature bianche sono venute benissimo… no comment) e i pilastri e le travi sono verde menta, un verde atroce! Decidiamo che non possiamo ripassare, e si passa a fare anche le pareti, ma, anzichè giallo brillante le pareti sono “guscio d’uovo”. In serata abbiamo finito la tavernetta, mia madre accompagna gli alunni a vedere una partita di calcio, e io sto col culo per terra a togliere le immani macchie di vernice dal pavimento.

 

GIORNO 2 (oggi): Al risveglio la visione del camino ci sconvolge così tanto che mio padre corre a comprarmi un deciso rosso mattone, così che io possa rifare il camino rosso (e ripassare di bianco la calce, perché facendo il rosso, inevitabilmente gli spazi bianchi si sporcano di nuovo… a proposito… il mio camino ha anche il forno a legna annesso - 4o5 teglie ci stanno - … riuscite a capire quanto è grande? Parecchio!), nel frattempo mio padre fa le pareti dell’ingresso giallo-guscio d’uovo, fregandosene del verde, che è un abominio. Dopo aver finito il camino sono passata alla porta, fatta per bene, bianca che più bianca non si può, nel frattempo mia madre si affaccendava a pulire la vernice dal pavimento prima che si seccasse. Avevo finito la porta, il mio lavoro era finito… quando.. un rumore dall’ingresso… la voce di mio padre che chiama… un tono strano… indefinito… apro la porta e lo vedo… mio padre è giallo, il pavimento è giallo, il mobile antico della bisnonna, che era stato spostato e posto lontano dalle pareti, e coperto da un telo di plastica, è giallo (la vernice è arrivata dal basso, ed è andata sotto il telo di plastica), gli armadi sono gialli, le scale di COTTO che danno all’esterno sono gialle. Si, avete capito, mio padre ha fatto cadere il secchio di vernice, quando gli mancava mezza parete, 3 metri di lunghezza per 3 di altezza, dalla fine.

Abbiamo portato mio padre in giardino, l’abbiamo sciacquato con la pompa e spedito sotto la doccia, abbiamo passato due ore immerse nell’acqua e nella vernice. Prima acquattata, poi con le ginocchia a terra (posizione simbolica, della serie “la vita mi sta inculando”), poi seduta nell’acqua sporca, stremata dalla corsa contro il tempo… togliere la vernice prima che si secchi. Adesso è finito. Il pavimento è stato smacchiato.

Ho fatto la doccia, una doccia veloce, solo col sapone, ho lavato i capelli con lo shampoo di mio fratello, il mio l’ho dimenticato in camera, come un automa mi sono costretta a pettinarli d asciugarli. Niente crema corpo, niente bagnoschiuma profumato, niente scrub (volevo farmi la ceretta domani). Una eruzione cutanea dovuta alla vernice in via di comparsa, sul braccio sinistro.

3 chiamate perse sul telefonino, nessuna voglia di rispondere.

 

Domani dovrò dipingere le scale di cotto color rosso mattone, perché il giallo non si è tolto (il cotto è poroso), ed è colpa di mio padre, e non avrò un euro per tutto ciò.

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Stagioni & Vacanze secondo Anna

Fa freddo, ancora troppo freddo, non lo sopporto.

Mi accampo disperata vicino al camino, casa mia è una ghiacciaia, gli altri dicono che sono IO ad avere freddo perché non faccio niente, ma per studiare DEVO stare ferma, non posso studiare ballando, correndo ecc…. Gli unici momenti in cui sento caldo è quando faccio le pulizie.

Che poi il freddo mi ammoscia (anche il caldo, però), quando la mattina sento freddo farei qualsiasi cosa per rimandare il momento in cui dovrei alzarmi, e così finisce che mi riaddormento e mi ritrovo a svegliarmi alle 10.30, incazzata nera perché non ho studiato, non ho fatto le pulizie, non sono andata in comune/alla posta/ufficio pubblico qualunque (vabbè, lo so che non chiudono alle 10.30, ma mentre mi lavo, mi vesto e ci arrivo a piedi…. buona notte!).

In genere a Pasqua non fa freddo, c’è un bel clima, invece quest’anno no, non so se è l’inverno che si è allungato o è colpa della Pasqua che è arrivata prima (cioè, che è arrivata prima lo so, ma non so di questi tempi com’è il tempo in generale, ecco).

Le fresie sono fiorite, il pruno, il ciliegio no, si è seccato… tutto fa pensare che ci sia un bel tempo, ma è solo una finta.

Che poi volendola dire tutta, la primavera non la amo particolarmente, perché starnutisco, anzi, mi torna in mente che è quasi ora di farmi iniettare un po’ di cortisone. Taglio la testa al toro, ogni 4-6 mesi una punturina di cortisone a rilascio lento e passa la paura (evviva gli effetti collaterali). Neppure l’estate mi piace: troppo caldo, troppo sudore, pressione bassa.

Diciamo che l’ordine di gradimento è: Autunno, Primavera, Inverno, Estate.

L’Estate sarebbe a pari merito con l’Inverno, ma c’è un fattore che la tira giù: le vacanze. Perché se non vai in vacanza con gli amici sei uno S F I G A T O, e non importa che i tuoi amici vadano in posti pallosi, in posti di cui non te ne frega niente.

L’anno scorso ho invertito la tendenza: non ci sono andata, per vari motivi (pochi soldi, presenza di una persona odiosa, nessuna voglia di beccarmi un eritema, fattore bikini…). Si, è stato noioso restare a casa, no, non ho usato il tempo in modo opportuno, essenzialmente ho oziato e preparato un esame, niente che non avrei potuto fare infilandoci una vacanzina nel mezzo. Ma io voglio viaggiare, non voglio andare in vacanza, non voglio ballare i balli di gruppo, non voglio fare il gioco-aperitivo, non voglio il mare a tutti i costi. Mi piace un sacco visitare città storiche, mi piace un sacco la montagna. E ora lo dico, perché si sta ripresentando il problema vacanze!!! Solo che, ricollegandomi al mio ultimo post, essendosi sfaldato il gruppo di amici… sono col culo per terra anche con le vacanze (sono anche al verde, poi). Non posso neppure provare l’ebbrezza di proporre una meta interessante e sentirmela rifiutare per un posto vacanziero ovvio. No. Se Ele propone di unirsi alla vacanze con gli amici accoppiati io non le posso dire di no, perché vorrebbe dire condannarla a restare a casa, spero che qualcosa di interessante venga fuori in questo break pasquale nel quale un’altra mia amica, Fra, torna da Milano, quindi si può vedere se in tre riusciamo a organizzare qualcosa di decente. Ma già so che se provo a dire… chessò.. Londra, Berlino… mi sentirò dire di no… perché non c’è il mare, e se non c’è il mare, che vacanza è?

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Quando gli amici si fidanzano!

Un giorno sei una qualsiasi ragazza single con degli amici, alcuni buoni altri meno, alcuni fidanzati altri no, che la sera può uscire e divertirsi, che può decidere se andare con questo o quello a fare questa o quell’altra attività. Pizza o cinema? Disco o pub? Non c’è problema.

Poi litighi con una… va bene, hai ancora degli amici, la sera hai meno scelta, di giorno non esci quasi mai perché loro lavorano o studiano, ma tanto anche tu segui corsi dell’università… si sta bene comunque.

Poi… la Tragedia (con la T maiuscola), inaspettatamente, quasi per dispetto, i tuoi amici cominciano a fidanzarsi, e anche abbastanza velocemente. Improvvisamente ti ritrovi sola il sabato sera, o almeno, tu e l’altra tua amica single, a questo punto aggiungo l’aggettivo “sfigata”.

Tu e l’altra sfigata siete amiche e avete amici in comune ed amici non in comune. Cominciate a vedere chi si può chiamare, con chi si può uscire, scoprendo che l’intero mondo, mentre voi eravate distratte, si è fidanzato, e che tutte queste coppie o escono da sole (vabbè, tutto il diritto di uscire da soli… ma non vi rompete ad uscire SEMPRE da soli?) o escono con altre coppie. Molto bene, allora ci uniamo alle coppie, dopotutto sono almeno 6-8 persone, tu e l’altra non avrete l’impressione di essere fuori posto. Si ma… con le coppie non si conosce gente nuova, con le coppie si esce di casa alle 9 e si rincasa alle 11.30, mezzanotte se il servizio è stato lento. Con le coppie si va in un pub/pizzeria/trattoria, si mangia, si spettegola di argomenti mediamente pallosi (ma chiccazzosenefrega del Grande Fratello, cazzarola), si paga (ah, le coppie paga sempre il maschio, anche qui devono farti sentire diversa, si!) e si torna a casa. Nessuna chance di passare al bar per un caffè, una cioccolata calda, un cocktail (anche analcolico, eh). Ok, allora diciamo che gli amici accoppiati non possono essere frequentati più di una sera ogni 2 mesi, altrimenti si collassa dalla noia.

Usciamo noi due! Ma si! Prima uscivo sempre sola con le altre amiche donne, certo solo in due è meno divertente, e se una si ferma a parlare con qualcuno l’altra si annoia, ma ci possiamo provare, si, che bello… no no… un momento! La macchina!!! Mio fratello ha preso la patente recentemente, quindi ora una macchina è: di mia madre, mia, di mia sorella, di mio fratello… se riesco a beccarla un sabato al mese devo già ritenermi fortunata (che poi il giovedì e il venerdì sera in genere la prendo per andare all’associazione o al cinema, quindi me lo mettono in conto come “Anna ha preso la macchina per uscire”). Bhe, la l’amica sfigata ha la patente, penserete voi. Si, ma non guida. Bhe, ma ha la macchina. Si, e allora ipotizzando che io mi faccia accompagnare a casa sua e guidi io… non troverei la macchina, perché la prende il fratello. Il fratello vive a Roma, ma torna col treno, lasciando la sua bella auto a Roma. Abbiamo inoltrato richiesta formale al fratello di lasciarci l’auto, hai la tua di macchina, usala (che è pure più grande, ti infratti meglio!). C’è una terza amica, principessa sul pisello che se non la si chiama non esce. Questa terza amica neppure guida, allegria. Questa poi… che bastarda, quando esce con gli altri non ce lo fa sapere, ma poi è pronta a lamentarsi con noi per un sabato sera passato a casa.

 

Così… in due-tre mesi si è passato dall’avere un gruppo di amici (anche due), ad essere due patetiche zitelle col culo per terra.

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Ma che dici?

Anna- Allora qui questo articolo non ti serve.

Amica- Giusto, lo tolgo. Ah, se vuoi ho una mammella per te!

Anna- Eh? O_O

Amica- Una… caramella…

Anna- No… grazie… ma non avevi detto caramella.

Amica- No… eh… confusa…

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Vabbè, non so più che pensare.

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Persepolis + amica vaff

Ieri sera ho visto Persepolis al cinema. Era un pò che volevo vederlo.

Ho portato con me due amiche, una aveva detto “mmm, si, credo di aver letto la trama…”.

Entriamo, vedono che è un cartone animato e cominciano a scalpitare: “Ma cosa ci hai portato a vedere? 10 minuti e me ne vado! Ma che palle!”. Avrei voluto picchiarle, giuro.

Una volta by-passata l’infanzia della protagonista le due si sono calmate convincendosi che non eravamo a vedere un film Dysney malriusciro (”Ma un pò di colore no?”) .

Alla fine del film hanno specificato che la prossima volta decideranno loro cosa andare a vedere. Specificando però che la storia della Satrapi era interessante “ma cavolo costava tanto metterci attori veri?”.

Mi sono sentita davvero incompresa. A me il film è piaciuto tantissimo e avevo anche provato a comprare la Novella Illustrata qualche settimana fa, ma non era disponibile. Doveva essere un cartone animato. Doveva, perchè è la sua natura.

Mi pare che le mie amiche abbiano tradito la mia fiducia. Mi pare che non comprendano mai quello che mi piace, che mi guardino sempre con sufficienza, come un essere capriccioso a cui piacciono cose strane.

Tra l’altro la più agguerrita delle due, sulla via del ritorno, è partita in una specie di predica sul fatto che la sera dobiamo uscire in quei posti perchè è lì che si conoscono gli uomini e che noi non sappiamo uscire ecc.. (lei è fidanzata). Ma permetti che io vada nei posti che mi piacciono, dove probabilment incontrerò persone più affini a me. Chi vuoi che incontri in disco? A me non piace la disco e non piace la gente che ci va. Non sopporto questo suo atteggiamento da donna superiore, ma se litigo con lei….

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Non ho capito bene…

Non ho capito bene come, ma stamattina mi sono ritrovata a fare la babysitter (gratis).

Tutto è cominciato quando, alle 10, il suono del cellulare mi ha strappata via dalla braccia di Morfeo, riportandomi alla realtà, una realtà in cui la mia amica Vitty mi urla al telefono “Ma cooooome doooormi? Non ti ricordi che oggi dovevamo andare a trovare S.? Passo a casa tua tra 5 minuti!”. Fortunatamente mi ha poi concesso un quarto d’ora, almeno sono riuscita a lavarmi e darmi un aspetto decente. Bene, giungiamo a casa di S. e troviamo i suoi due nipotini e sua madre che ha tutta l’aria di chi non ne può più di fare la nonna (e ci credo…). Il nipote maggiore (4 anni) decide che io devo colorare il suo album da colorare, e mi mette al lavoro… tendenzialmente ero andata a trovare S. per farci quattro chiacchiere, che non la vedevo da secoli… vabbè, ho la faccia di una che sa colorare. Alle 12 S. va a lavoro, lasciandoci con la madre e i pargoli. Penso che stiamo per andarcene… non è che io abbia gran confidenza con questa signora… e ne ho abbastanza di coorar di verde un enorme cespo di insalata (ai miei tempi i libri da colorare erano più divertenti). Invece no! Vitty chiede alla signora, che aveva un negozio di intimo, se avesse ancora non so che tipo i mutanda che lei aveva comprato e le piaceva tanto. Ma certo che ce l’ha, al che Vitty tira fuori dalla borsa una lista di roba da comprare e lei e la signora se ne vanno, in macchina, al magazzino dove c’è sta roba.

A questo punto sono a casa di una mia amica (casa che non conosco molto bene, perchè in genere era lei a venire da me, studiando nel mio paese) con due bimbi (4 anni e 7 mesi) che non consco, uno dei quali vuole stare in braccio a saltellare e sbavare (argh, dentizione!) e un altro che vuole che io colori il suo libro. Benissimo, ho fatto la babystitter per anni… cosa vuoi che sia.

Solo che il grande, mentre io non potevo lasciare il piccolo, ha aperto un pacco di burro, leccandolo, si è infilato in bocca il cosino di plastica delle uova kinder (orrore strozzamento), i tappi di varie penne e pennarelli (orrore strozzamento/2, ma cacchio devi morire proprio mentre ci sono io?), ha otturato il lavandino del bagno lavandosi le mani con un paio di bottiglie di sapone, ha tentanto di strapparmi di mano il fratellino, mi ha raccontato la storia dell’uomo ragno, ha tentato di far mangiare un piccolo uomo ragno al fratellino.

Sarà che sono paranoica, ma gli altri bimbi che ho guardato, in passato, non avevano tutto questo accesso a cose pericolose per lo strozzamento ecc… alla faccia della mattinata spensierata che dovevo avere.

Ah, Vitty e la signora sono tornate dopo 1 ora… solo un’ora, ma mi è sembrata molto lunga.

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The Call Center Revenge

Oggi mi ha chiamato un’operatrice di Call Center. Che c’è di strano direte voi… Niente, infatti mi chiamano ogni giorno tentando di vendermi abbonamenti, canali TV, vino, olio, biancheria, cosmetici ecc…. Solo che oggi i risvolti sono stati inaspettati:

Anna:Pronto?

Operatrice: Salve posso parlare con il signor P., sono Tizia della Nonsocosa.

A: Dica a me.

O: Volevo proporre una cosa…

A: Non ci interessa niente, guardi…

O: Cos’è che non le interessa?

A: Non ci interesa COMPRARE.

O: Infatti io non vendo niente, si vede che sei una CAFONA MARCIANISANA. *SBAM* (rumore di cornetta riattaccata) Shocked

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Piroetta

Ieri sera in pizzeria il pianobar-animatore-storpiatoredicanzonidiLigabue (che poi cantando la sua di canzone era bravo, solo che non mi piace si storpino le - poche- canzoni belle del Liga) ha chiesto gentilemnte una “Assistant” per leggere il frutto della messaggeria di tutta la serata. I miei adorati amici (vaff!) mi hanno puntata per bene con le dita, e si, sono diventata “l’Assistant”. Con tanto di piroetta e doppia piroetta (terrore di cadere, mai saputo fare piroette, io). Però che figata, la gonna che avevo pareva fatta apposta per fare le piroette, a campana… e non sono caduta, incredibbbbbile, forse il mio C.I. (Coefficiente di Imbranataggine) sta diminuendo.

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