Imbiancare
Tutte le case prima o poi hanno bisogno di essere imbiancate e, in vista della laurea della mia adorata (si…) sorellina, mia madre ha deciso che tavernetta e ingresso andavano imbiancati, perché è lì che faremo la festa coi parenti (altrimenti detta: “Venite e sganciate 100 euro, contanti, niente collanine, borsette ecc…!”). Peccato che la mia sorellina si sia ritirata a casata della sua amica (Tesi di Gruppo) a finire la presentazione, e qui a casa non la vediamo mai.
Se abitassi in Wisteria Lane, per imbiancare casa chiamerei un imbianchino, che potrei pagare. Lui arriverebbe a casa, con una salopette bianca immacolata, mi farebbe un bel lavoro in tutte le stanze, senza versare una goccia di pittura a terra, mentre io giro in casa in Babydoll, e alla fine ci sarebbe una scopatina in garage, tra i barattoli di vernice e ne uscirei soddisfatta & con le pareti pulite.
Ma io sono lontana anni luce da tutto ciò. Io sono una gran pezzente e vivo con quei gran pezzenti dei miei genitori, quindi non se ne parla di chiamare l’imbianchino, per pagarlo dovremmo accendere un mutuo! Compriamo pennelli e colori e ci diamo da fare: dobbiamo pittare solo la tavernetta e l’ingresso… non è molto, i piani superiori li faremo in estate, con calma.
Il progetto è: pareti gialle, ma un bel giallo, squillante; travi e pilastri (sono sporgenti) verde scuro, che dia un bel contrasto; camino da ripassare rosso mattone (è in mattoncini) con le venature bianche, porta metallica delle cantina in smalto bianco. Benissimo.
GIORNO 1:Allora… si comincia. Ovviamente mia sorella non c’è, i miei fratelli uno è piccolo e pasticcione l’altro e grande, grosso e immaturo… il lavoro tocca a me, mia madre e mio padre (ma che figlia responsabile sono, come un asino da soma). Cominciamo col soffitto: mio padre lo passa di bianco… gli ripetiamo più volte che sta andando male, dice che no… da asciutto vedremo che è fatto bene… invece ora è asciutto, ed è uno schifo, tutto a strisce. Mentre mio padre da il verde io e mia madre facciamo il camino (rosso i mattoni, bianca la calce tra mattone e mattone, con pennellino piccino)… dopo varie ore di lavoro e due passate di vernice il camino è rosa (ma le insenature bianche sono venute benissimo… no comment) e i pilastri e le travi sono verde menta, un verde atroce! Decidiamo che non possiamo ripassare, e si passa a fare anche le pareti, ma, anzichè giallo brillante le pareti sono “guscio d’uovo”. In serata abbiamo finito la tavernetta, mia madre accompagna gli alunni a vedere una partita di calcio, e io sto col culo per terra a togliere le immani macchie di vernice dal pavimento.
GIORNO 2 (oggi): Al risveglio la visione del camino ci sconvolge così tanto che mio padre corre a comprarmi un deciso rosso mattone, così che io possa rifare il camino rosso (e ripassare di bianco la calce, perché facendo il rosso, inevitabilmente gli spazi bianchi si sporcano di nuovo… a proposito… il mio camino ha anche il forno a legna annesso - 4o5 teglie ci stanno - … riuscite a capire quanto è grande? Parecchio!), nel frattempo mio padre fa le pareti dell’ingresso giallo-guscio d’uovo, fregandosene del verde, che è un abominio. Dopo aver finito il camino sono passata alla porta, fatta per bene, bianca che più bianca non si può, nel frattempo mia madre si affaccendava a pulire la vernice dal pavimento prima che si seccasse. Avevo finito la porta, il mio lavoro era finito… quando.. un rumore dall’ingresso… la voce di mio padre che chiama… un tono strano… indefinito… apro la porta e lo vedo… mio padre è giallo, il pavimento è giallo, il mobile antico della bisnonna, che era stato spostato e posto lontano dalle pareti, e coperto da un telo di plastica, è giallo (la vernice è arrivata dal basso, ed è andata sotto il telo di plastica), gli armadi sono gialli, le scale di COTTO che danno all’esterno sono gialle. Si, avete capito, mio padre ha fatto cadere il secchio di vernice, quando gli mancava mezza parete, 3 metri di lunghezza per 3 di altezza, dalla fine.
Abbiamo portato mio padre in giardino, l’abbiamo sciacquato con la pompa e spedito sotto la doccia, abbiamo passato due ore immerse nell’acqua e nella vernice. Prima acquattata, poi con le ginocchia a terra (posizione simbolica, della serie “la vita mi sta inculando”), poi seduta nell’acqua sporca, stremata dalla corsa contro il tempo… togliere la vernice prima che si secchi. Adesso è finito. Il pavimento è stato smacchiato.
Ho fatto la doccia, una doccia veloce, solo col sapone, ho lavato i capelli con lo shampoo di mio fratello, il mio l’ho dimenticato in camera, come un automa mi sono costretta a pettinarli d asciugarli. Niente crema corpo, niente bagnoschiuma profumato, niente scrub (volevo farmi la ceretta domani). Una eruzione cutanea dovuta alla vernice in via di comparsa, sul braccio sinistro.
3 chiamate perse sul telefonino, nessuna voglia di rispondere.
Domani dovrò dipingere le scale di cotto color rosso mattone, perché il giallo non si è tolto (il cotto è poroso), ed è colpa di mio padre, e non avrò un euro per tutto ciò.



Fayaway detto,
24 Marzo, 2008 @ 11:45 am
Pensa positivo: puoi mettere tutto ciò nel curriculum! ^___^