Archivio permisantropia

Lo sborone

Ieri sera ho conosciuto un ragazzo appartenente ad una delle categorie che odio di più: quelli che hanno i soldi e se ne vantano.

Io credo non ci sia niente di male ad avere i soldi (onestamente guadagnati), magari ne avessi un po’… ma non tollero affatto quei tizi (ma anche tizie) che sembrano sbatterti il 500 euro in faccia ogni volta che aprono la bocca. Quello di ieri sera era pure un esemplare dei peggiori.

Analizziamolo…

L’abbigliamento è il tipico modello fighetto con soldi ma non tanto gusto, comunque non sono brava come Betty Moore a descrivere certe cose, ma basti dire che aveva tutte cose costose addosso, tipo Ralph Lauren, Fay ecc. Arriva al pub dove io e i miei amici avevamo passato la serata, con il suo sorriso smagliante, saluta la cugina e si unisce a noi. Subito ci fa sapere che ha vinto un viaggio, un viaggio da 15.000 euro, perché lui è tanto bravo nel suo lavoro (rappresentate casa farmaceutica… praticamente un avvoltoio professionista) e comincia a parlare del fatto che dovrebbe portarsi una ragazza, in questo viaggio… che una squillo buona costa 140-150 € a notte e lui quindi deve portarsi una ragazza che sia davvero brava visto che le offrirà un viaggio da 7.000 €. Ovviamente, senza che sia richiesto, comincia a snocciolarci l’elenco di persone che gli si sono messe dietro per scroccare il viaggio ecc… a quanto pare qualsiasi ragazza sarebbe pronta a scoparselo pur si farsi sto viaggio (io non nego che il viaggio sia interessante, eh).

Si decide di andare a prendere un caffè e lui insiste perché si vada con la sua macchina (io no, io resto fedele al catorcio di Gennaro), una sportiva che fa vrooooom e di cui non so il nome (quindi costosa, perché io so i nomi solo delle macchine economiche). Tutto il tempo continua a parlare del viaggio, di chi si deve trombare, di quanto è bello il suo smanicato nuovo (è Belstaff… ma non preso dal negozio li, che quello non ha i modelli esclusivi), di quanto sia stato bravo a vincere il premio di vendita ecc… Al bar tutti ordiniamo un caffè o un liquore (che però è commerciale… che schifo… ma in che posto lo abbiamo portato!), arriva il conto, non è molto… ma lui imperterrito tira fuori un 50 euro (che poi aveva un 20, l’ho visto mentre tirava fuori il 50) e lo porge alla cameriera, imponendoci di non pagare, che offre lui. Al ritorno lasciamo Genny per la sua strada e andiamo in macchina con lui. L’interno della macchina è tutto un gadget. Alla domanda di Ele “ma anche questa è tua?” (a quanto pare Ele lo aveva visto alla guida di un’altra macchina costosa) ci espone tutto il parco auto che ha a casa sua, spiegandoci che sono leasing… perché lui mica può mettersi a pagare bolli ecc.. il leasing è più pratico, così può cambiare macchina con la stessa frequenza con cui io cambio biancheria intima. Passando per vetrine di negozi costosi ci butta un occhio e dichiara che è tutta roba falsa, perché solo lui possiede la verità, solo lui sa dove vendono i vestiti originali. Lui si che è uno che sa vivere. Guida a velocità ultrasonica, facendoci vedere tutti i cavalli della macchina… solo che quella strada non è che sia tanto sicura, avrei voluto strozzarlo. Ad un commento sul fatto che l’aria condizionata è troppo alta ci ragguaglia su quanto è figa l’AC della sua auto ecc…. Quando infine arrivo al luogo dove avevo lasciato la mia piccola Picanto fa “ah, è quella la tua macchinetta”. Vaffanculo… macchinetta si, e non ho neppure finito di pagarla, cazzo, ma è mia e tu le porti rispetto.

Commento di Ele “Veniva all’università con me… era un asino…”.

Ecco chi fa fortuna nella vita.

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Raffreddore

Ho il raffreddore, anzi… il raffreddode. Ma non uno piccino e tranquillo, di quelli che fai un delicato “etcì” di tanto in tanto, no, uno di quelli che ad ogni starnuto hai l’idea che il cervello stia per essere sparato fuori dalle orecchie. La testa ovattata, rintronata.

Ho provato a leggere “The True Confessions of Adrian Albert Mole”, ma semplicemente il cervello si rifiuta.

Ho provato a continuare a studiare (tra l’altro ieri sono riuscita a fare un sacco di pagine nonostante l’assenza mi mia madre mi abbia definitivamente trasformata nella sguattera della situazione), ma niente, le formule si accavallano.

Ho pensato di fare i soliti lavori domestici mattutini (lavatrice, pulizia dei bagni), ma l’idea di andare fuori o mettere le mani nell’acqua fredda non mi garba.

Insomma… sono costretta a cazzeggiare, che tragedia, proprio una persona come me, una che non cazzeggia mai!

Ho lasciato dei post-it nella camera dei miei fratelli evidenziando cosa dovevano pulire, spero seguano i suggerimenti, perché non ho voglia di farlo io ne ho voglia che quando mia madre torna trova la casa come un porcile.

Sto così rintronata che prima, decidendo che sarei rimasta in pigiama tutto il giorno, sono andata almeno a cambiare biancheria, e ho dimenticato porta e finestra aperte. Nessun danno pare.

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The Call Center Revenge

Oggi mi ha chiamato un’operatrice di Call Center. Che c’è di strano direte voi… Niente, infatti mi chiamano ogni giorno tentando di vendermi abbonamenti, canali TV, vino, olio, biancheria, cosmetici ecc…. Solo che oggi i risvolti sono stati inaspettati:

Anna:Pronto?

Operatrice: Salve posso parlare con il signor P., sono Tizia della Nonsocosa.

A: Dica a me.

O: Volevo proporre una cosa…

A: Non ci interessa niente, guardi…

O: Cos’è che non le interessa?

A: Non ci interesa COMPRARE.

O: Infatti io non vendo niente, si vede che sei una CAFONA MARCIANISANA. *SBAM* (rumore di cornetta riattaccata) Shocked

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E vai!

Ieri ho fatto l’esame, sono stata l’ultima. Praticamente sono stata dalle 9.00 alle 16.00 a crepare di paura vedendo gente bocciata su domande che non stavano ne in cielo, ne in terra, ne (cosa molto più importate) sugli appunti miei e della mia amica. Alla fine se ne è andato anche l’assistente, siamo rimasti io, il prof, e l’amico del prof, personaggio dubbio che ha seguito gli esami (mha…?).

Mi ha fatto domande difficili, inclusa una di bastardaggine elevatissima, ad un certo punto, dopo che avevo parlato per 10 minuti di una procedura, ha detto che non mi aveva chiesto quella procedura… (vabbè, mentre parlavo ha fatto un paio di telefonate, ma che cavolo, almeno non ti dimenticare cosa mi hai chiesto).

Alla fine 26, voto che tira giù la media, ma che devo fare? Avessi fatto l’esame con l’assistente mi sarei meritata 30 e lode.

Neppure il tempo di arrivare a casa e posare la borsa (e tuffarmi in un consolatorio vasetto di Nutella) che squilla il telefono… V. mi chiede gentilmente come è andato l’esame e poi riattacca chiedendomi di tradurle roba. Ma crede che gli altri non hanno da fare nella vita?

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La Palla Brutta

Mio fratello è in seconda media, ha 11 anni e mezzo. Il suo prof di artistica ha chiesto loro di fare un lavoretto Natalizio: creare una palla di Natale con del polistirolo, perline, corallini, paillettes e Spilli. Non si può usare colla, ogni singola perlina deve essere applicata con lo spillo.

Andiamo a fare spesa: prima da Brico, e spendiamo 6 euro per un pacco da 4 palle di polistirolo, diametro circa 12-13 cm.
Poi merceria: 11 euro per pailettes ecc…

Il lavoro comincia, è difficile, mio fratello ha preso da me e si riduce all’ultimo momento. Io gli devo far finire i compiti di inglese e, ritenendo l’Inglese più importante delle cazzabubbole, mi dedico alla palla mentre tento di fargli capire i comparativi.

A metà finiscono spilli e paillettes, altri 6 euro.

Sono stata sulla palla dalle 2 alle 8 di sera.

Alla fine il risultato è questo:



La parte bianca non è polistirolo, ma perline bianche.

Ho passato ore spingendo 3-4 spilli nei buchi di certe perline, che erano troppo larghi.

Sapete che ha detto il prof?

Ha detto che la palla di mio fratello è bruttaaaaaaaa!

Coglione!

  • Innanzitutto, la palla non è bella, ma neanche ’sto cesso.
  • Seconda cosa quando fai un lavoretto a scuola non si dovrebbero spendere 20 euro.
  • Terza cosa a quella età non puoi ancora dire che il suo lavoro è brutto, solo se si iscriverà all’istituto d’arte lo si potrà criticare artisticamente.


Ai colloqui ha anche aggiunto che mio fratello non capisce niente di arte e che avrà insufficiente…. Ma scherzi? In seconda media basta che sporchi il foglio! Tra l’altro l’ho controllato, e le lezioni “teoriche” le sapeva.

L’unica prof che può dire che mio fratello non capisce niente, sul serio è Inglese! Questo già lo odio.

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Per chi non ama strafare!

Oggi è venerdì e, come ogni venerdì, ho comprato “Il Venerdì” di Repubblica. Mi piace, lo leggo da parecchi anni, senza pretese. Si presume che una rivista che fa capo a Repubblica sia dedicata un po’ a tutti, non ai ricchi, non è come se mi andassi a comprare Vanity Fair… giusto? Sbagliato!
Sfogliando giungo alla pagina “Stile” e vedo un bracciale, la descrizione dice:

Essenziale ed elegante il bracciale rigido in argento rodiato di Rebecca piacerà a chi apprezza il design sofisticato, ma non ama strafare con gioielli costosi.”

Bene… io non amo strafare, e mi piace l’argento, l’argento è abbastanza economico, e questo bracciale non presenta pietre preziose, è lineare…. sapete quanto costa? C’è il prezzo proprio sotto la descrizione….

296 euro, cioè circa 600.000 delle buone vecchie Lire

Che dire… se volessi strafare quanto dovrei spendere per un bracciale d’argento? Argento! Si paga il design, non il materiale, e a questo ormai siamo abituati. Ma la cosa che mi irrita oltremodo è il “per chi non ama strafare”… ma chi la scrive questa rubrica ha una vaga idea dello stipendio medio degli italiani? Non credo, perché se esco in strada e chiedo “Scusi, secondo lei questo bracciale da 296 euro costa troppo per quello che è?” tutti mi risponderanno “Si, certo, che sei pazza?”, tranne forse qualche imprenditore SUV munito (che solo per essere SUV munito si merita il mio disprezzo) o qualche figlia di papà.

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Traditori

Ieri stavo in giro per il centro di Caserta quando vedo passeggiare un uomo che conosco. Si tratta dell’amante della mia vicina di casa. La situazione è questa: la mia vicina è una splendida donna dell’est che a 40 anni è più bona di me che ne ho 20 (bhe… 24), la casa da lei affittata è di prorierà di mia zia, per cui per comodità vengono spesso a portare a me i soldini dell’affitto. In genere a portare i soldi è “lui” un uomo sui 50 anni, imprenditore, pieno di soldini, che spesso passa la notte dalla sua bella. Qualche mese fa è nato un bambino, da quel che ho capito lui lo ha riconosciuto legalmente come figlio suo.

Ora, passeggiava per il centro di Caserta, a braccetto con la moglie, una donna sui 50, e avevano l’aspetto di una qualsiasi coppia serena. E mi chiedo: lei sa? Mi pare impossibile non sapere. Vero è che lui è un imprenditore quindi è spesso fuori per lavoro e non ci mette niente a nascondere i suoi soggiorni dalla mia vicina, ma il figlio? Come si fa a non sapere del figlio? Io non capisco. E allora se lo sa si tiene comunque questo marito gran bastardo che si tromba la donna dell’est, le paga l’affitto, ci fa un figlio insieme… perchè? Per la tranquillità? Per non invecchiare da sola? Per i soldi? Perchè altrimenti la gente parla?

La cosa mi lascia l’amaro in bocca, l’ultima cosa che vorrei, in una mia vita futura, è sapere che mio marito va a letto con altre donne. Io lo lascerei seduta stante, mediterei vendetta. E non ditemi “stiamo insieme per i bambini” perchè i bambini non sono scemi, i bambini capiscono che in famiglia le cose non vanno bene, e ne soffrono. Meglio genitori divorziati che guerra in casa. Comunque non sono ne sposata ne fidanzata e il problema per ora non si pone, solo… mi fa tanta tristezza questa situazione sotto i miei occhi.

Ho comprato del cioccolato ottimo da AltroMercato, fatto con l’antica ricetta Azteca: cacao e zucchero di canna. Non c’entra niente con il mio vicino, ma mi andava di scriverlo.

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