Odissea in Segreteria
Cosa si può fare in questi caldi giorni tra le 13.00 e le 15.00? Oggi credo di aver scoperto cosa NON si dovrebbe fare: risolvere un problema del piano di studi.
Vi spiego: la segreteria della mia facoltà oggi è aperta nel fantastico orario 13.30 – 15.30, così alle 13.00 sono uscita di casa sperando di farmi chiarire un problema che risultava sul mio storico (risultava dovessi fare 2 tirocini, uno da 3 e uno da 6 crediti, anziché uno da 9). Parcheggio nei pressi della facoltà e mi avvio verso la segreteria, che si trova a circa 500 m dalla facoltà, sotto il sole cocente. Lì faccio la fila, parlo con l’addetta che mi spiega che questo errore del piano di studi potrebbe addirittura impedirmi di laurearmi correttamente, al che mi spiega che il presidente del corso di laurea (d’ora in poi noto come “PDCDL”) dovrebbe mettere una firmetta autorizzando la segreteria a cambiare il piano di studi, raggruppandomi (come da logica) i due tirocini in uno, altrimenti dovrei fare due pratiche, due tirocini eventualmente in sedi separate, due relazioni finali ecc… (insomma non se ne parla proprio).
Sempre sotto il sole cocente mi rifaccio i 500-600 m e arrivo in facoltà chiedendomi dove si trovi adesso l’ufficio del PDCDL, visto che hanno recentemente cambiato tutto, dopo la ristrutturazione.
Con grande colpo di culo intuisco correttamente la posizione e dopo due rampe di scale e l’attraversamento di un assolatissimo terrazzo giungo all’ufficio, bussando timidamente.
Il PDCDL mi apre, mi guarda con aria sospettosa, poi mi dice “Si accomodi P.” (P. è il mio cognome). Mi fa accomodare, io gli dico che ho un problema col piano di studi, mi chiede che fine ho fatto, com’è che non ho più fatto esami con lui (ne avevo solo uno di esame con lui alla specialistica, già fatto), come va la media, a chi ho chiesto la tesi… insomma… fa tanto “vecchi amici”… infine dice che non sa bene la storia della firmetta e vengo rispedita in segreteria a farmi chiarire il fatto (la segretaria aveva dichiarato che il PDCDL già sapeva come risolvere il problema).
In segreteria, ormai parecchio sudaticcia, mi consegnano il mio originale piano di studi con tanto di documento di approvazione e la segretaria mi dice di portarlo da PDCDL per fargli mettere una nota a margine (dirmelo/darmelo prima no, eh?) che li autorizzerebbe a pasticciare col computer… borsa in spalla, bottiglia d’acqua esaurita, mi riavvio verso la facoltà. Qui appena fuori lo studio del PDCDL, sull’assolatissimo terrazzo, ricevo una telefonata da un noto scassapalle che mi fa gli auguri perché sua cugina (mia cara amica) ha finito la SISS (non chiedetemi… è questo quello che ho capito della telefonata…). Dopo 10 minuti riesco a zittirlo e ad attaccare il telefono, nel frattempo mi sono abbronzata, busso alla porta dello studio e la trovo chiusa.
Mesta, mi avvio giù, ma proprio all’ingresso becco il PDCDL, il prof della tesi, e 2 assistenti del PDCDL che tornano allegramente da una pausa caffè (o forse pausa pranzo, ormai avevo perso la cognizione del tempo). Li blocco, parlo col prof della tesi spiegandogli che sto risolvendo il problema, poi inseguo il PDCDL fino allo studio dove mi faccio mettere la nota a margine firmata.
Tutta contenta di aver risolto mi avvio per l’ennesima volta verso la segreteria sempre più sudata nella mia t-shirt Benetton beige (colore atroce, perché si nota l’ascella pezzata). Qui la segretaria mi fa saltare la fila (alleluia), si fa consegnare il documento (che tecnicamente MAI avrebbe dovuto darmi perché se fosse andato perduto avremmo passato tutti quanti non pochi guai) e mi assicura che entro una settimana il mio storico apparirà corretto.
Guardo l’orologio e scopro che ho ancora 10 minuti prima che la biblioteca di facoltà chiuda (orario di merda…), la biblioteca è paragonabile allo studio del PDCDL per il numero di rampe di scale e corridoi da attraversare prima di giungervi… arrivo in tempo, ma il bibliotecario ha pensato bene di andarsene un po’ prima, quindi niente libro per me…
A questo punto mi sono messa in macchina, sono tornata a casa e ho tentato di affogare in un bicchiere di gelato a “Bacio”.


