Meme Letterario/Cinematrografico - Il mio aperitivo di compleanno
Sono stata nominata da Mr.Henry per un meme letterario cinematografico.
Regole del meme:


Sono stata nominata da Mr.Henry per un meme letterario cinematografico.
Regole del meme:


Ieri ho fatto una torta per il compleanno del piccolo mostro. A dire il vero il compleanno era il 20 maggio, ma vari scazzi familiari hanno portato a posticipare la data dei festeggiamenti. Diciamo… stiamo prorpio incasinati.
Sono molto orgogliosa di me, perchè in genere le torte di compleanno sono appannaggio di mia madre, io in genere preparo dolci diversi (tiramisù, bavaresi, torte di mele…), invece ho eseguito alla perfezione questo suo cavallo di battaglia, e sono anche riuscita a decorarlo (quasi) bene.

Sto un pò trascurando il blog, è che sono molto occupata con lo studio, la vita privata mi piacerebbe se mi occupasse di più… invece mi provoca solo distrazione dallo studio senza nulla di concreto… e l’insonnia non mi aiuta ad essere creativa, a scrivere qualcosa…
Stasera forse vado al cinema, ultimamente ci sto andando sempre più spesso, mi piace moltissimo.
Sto tentando di togliermi un vizio… ora, mettendo da parte le tristissime battute di mia madre (“io smetterò di fumare quando tu smetterai di mangiare”), il vizio che sto cercando di togliermi è subdolo (come tutti i vizi, credo) e crea danni (non alla salute – non molto almeno – ma alla vita sociale e universitaria). Questo vizio si chiama The Sims 2.
Cominciai a giocare a TS2 appena uscito, lo stavo aspettando. Su un forum di vecchi appassionati del primo The Sims, siamo stati per mesi a fare il countdown, ad analizzare gli screenshots rilasciati cercano anche il minimo pelo, facendo congetture su cosa sia questo e come funzioni quello.
Il 17 settembre 2004, dopo un giro di telefonate per capire chi lo avesse (cosa difficile in questo paese “dimmerda” dove vivo), mi recai fino al centro “Le porte di Napoli” di Afragola per acquistarlo.
Fu subito amore.
I primi giorni passavo ore e ore a giocare, con il mio piccolo dolce portatile che minacciava fusione. Poi mi stabilizzai su ritmi più umani (un paio d’ore per volta, non tutti i giorni).
Ben presto scoprii il sito “Mod The Sims 2”, comunicando ai ragazzi del forum italiano le cose che stavano sperimentando su quel sito, creazione di hack e nuovi oggetti (cosa fondamentale per TS2).
Per comprare la prima espansione, University, mi recai fino alla Feltrinelli a Via Chiaia (Napoli). In University uno dei personaggi pre-creati, nella versione Italiana, portava il mio nome, come ringraziamento per una segnalazione di errori che avevo fatto alla localizzatrice.
Poco dopo mi fu offerto di andare a Milano a fare la localizzazione dei Sim per consolle e rifiutai perché stavo lavorando alla mia tesi.
Cominciai a frequentare la chat, a dare aiuto tecnico (in inglese), il che è stato molto utile, perché mi ha fatto migliorare il mio vocabolario.
Cominciai a moderare la chat, insieme a delle altre persone che diventarono amici nel vero senso della parola. Prima di allora non avevo mai creduto alle amicizie vere, disinteressate, nate su internet. Ho riso ad alta voce di fronte al mio computer, ho avuti momenti di assoluto divertimento, perché eravamo una bella squadra di matti.
Ho visto tutto quel mondo in cui mi rifugiavo nel mio tempo libero sfasciarsi quando si è venuto a sapere che l’amministratore di tutta la baracca era stato indagato per pedofilia.
Me ne andai schifata dalla comunità virtuale cui avevo collaborato, mantenendo il contatto con qualche buon amico.
Stetti dei mesi senza giocare, il gioco mi riportava alla ingombrante presenza del “capo” e mi dava fastidio. Poi ripresi, dopotutto lui non c’entrava niente col gioco, non l’aveva creato lui, era il sito che era stato creato da lui.
Sono passati quasi 4 anni da quando ho comprato TS2, ho speso una braca di soldi per 7 espansioni e 4 Stuff Packs, e ora devo smettere, mi sto costringendo a smettere, perché mangia il tempo che dovrei dedicare allo studio (certo non quelle dedicate alla vita sociale)… le 2 ore ogni 3-4 giorni non vanno bene, perché mi stancano, mi danno mal di testa, mi occupano il cervello con le varie congetture che faccio e quando ho qualcosa di nuovo tra le mani arrivo a giocarci ogni giorno, con enormi sensi di colpa per aver trascurato quello che devo fare davvero, studiare.
Bhe, sarà dura, ma io non giocherò più con quel videogame.
(Ora, quanti di voi che hanno letto pensano che io sia matta?)

.
Questo tizio (Brandon Routh) mi aveva lsciata totalmente indifferente nella sua tutina azzurra di Superman… ma ora mi giunge notizia che lui sarà nientepopodimeno (stessa quantità di popò, citazione in tema
) che Dylan Dog. Lì per lì ci sono rimasta male, cacchio Dylan è Ruper Everett, ma vedendo quella foto i miei ormoni hanno deciso che Routh è una gran bella scelta!
Quindi il film di Dylan Dog (DEAD OF NIGHT) sarà girato in Canada, dal regista di Teenage Ninja Turtels (oh che schifo) Kevin Munroe, con l’attore di Superman Brandon Routh.
La premessa non mi convince troppo.
Chiariamoci: io Dylan l’ho amato. Avevo tutti i numeri, comprati religiosamente, fino al 230, quando mi resi conto che, causa la brutta depressione in cui ero caduta, li stavo comprando senza neppure leggerli, e smisi. Recentemente, in una botta di “yeah, purifichiamoci dal passato, guardiamo al futuro” ne ho venduti non pochi su ebay, comprando col ricavato alcuni libri. Non sono sicura di aver fatto la cosa giusta, ma allo stesso tempo, stavano solo prendendo polvere.
Spero il film non mi deluda troppo.
Ho visto questo test sul blog della Marmotta ed ho deciso che dovevo assolutamente farlo anche io.
Si tratta di rispondere alle domande con la prima immagine che viene fuori da google images, inserendo nello spazio “cerca” la risposta effettiva alla domanda.
VIA:
1) La mia età al prossimo compleanno:
Bhe… direi che si capisce… quasi…
2) Un posto che vorrei visitare:

Avrei preferito una immagine un po’ più poetica… ma niente di grave…
3) Il mio posto preferito:

4) Il mio oggetto preferito:

5) Il mio cibo preferito:

Mi è venuta fame….
6) Il mio animale preferito:
Un po’ tanto…
7) Il mio colore preferito:

banale…
Il posto in cui sono nata:

Non male…
9) Il posto in cui vivo:

Oh che schifo…
10) Il nome di un animale domestico che ho avuto:

11) Il mio nickname sul blog:
L’immagine si è cancellata…
12) Il mio vero nome:

13) Il nome della mia nonna materna:

Caspita!
14) Il nome della mia nonna paterna:

(sorpresi… no… ho il suo nome)
15) Una mia brutta abitudine:

CHE SCHIFO…
16) La mia vacanza preferita:

Non so come ci sia finita qui…
In conclusione… quello della Marmotta è più divertente (ovviamente), però mi sono divertita molto anche a compilare il mio.
Tutte le case prima o poi hanno bisogno di essere imbiancate e, in vista della laurea della mia adorata (si…) sorellina, mia madre ha deciso che tavernetta e ingresso andavano imbiancati, perché è lì che faremo la festa coi parenti (altrimenti detta: “Venite e sganciate 100 euro, contanti, niente collanine, borsette ecc…!”). Peccato che la mia sorellina si sia ritirata a casata della sua amica (Tesi di Gruppo) a finire la presentazione, e qui a casa non la vediamo mai.
Se abitassi in Wisteria Lane, per imbiancare casa chiamerei un imbianchino, che potrei pagare. Lui arriverebbe a casa, con una salopette bianca immacolata, mi farebbe un bel lavoro in tutte le stanze, senza versare una goccia di pittura a terra, mentre io giro in casa in Babydoll, e alla fine ci sarebbe una scopatina in garage, tra i barattoli di vernice e ne uscirei soddisfatta & con le pareti pulite.
Ma io sono lontana anni luce da tutto ciò. Io sono una gran pezzente e vivo con quei gran pezzenti dei miei genitori, quindi non se ne parla di chiamare l’imbianchino, per pagarlo dovremmo accendere un mutuo! Compriamo pennelli e colori e ci diamo da fare: dobbiamo pittare solo la tavernetta e l’ingresso… non è molto, i piani superiori li faremo in estate, con calma.
Il progetto è: pareti gialle, ma un bel giallo, squillante; travi e pilastri (sono sporgenti) verde scuro, che dia un bel contrasto; camino da ripassare rosso mattone (è in mattoncini) con le venature bianche, porta metallica delle cantina in smalto bianco. Benissimo.
GIORNO 1:Allora… si comincia. Ovviamente mia sorella non c’è, i miei fratelli uno è piccolo e pasticcione l’altro e grande, grosso e immaturo… il lavoro tocca a me, mia madre e mio padre (ma che figlia responsabile sono, come un asino da soma). Cominciamo col soffitto: mio padre lo passa di bianco… gli ripetiamo più volte che sta andando male, dice che no… da asciutto vedremo che è fatto bene… invece ora è asciutto, ed è uno schifo, tutto a strisce. Mentre mio padre da il verde io e mia madre facciamo il camino (rosso i mattoni, bianca la calce tra mattone e mattone, con pennellino piccino)… dopo varie ore di lavoro e due passate di vernice il camino è rosa (ma le insenature bianche sono venute benissimo… no comment) e i pilastri e le travi sono verde menta, un verde atroce! Decidiamo che non possiamo ripassare, e si passa a fare anche le pareti, ma, anzichè giallo brillante le pareti sono “guscio d’uovo”. In serata abbiamo finito la tavernetta, mia madre accompagna gli alunni a vedere una partita di calcio, e io sto col culo per terra a togliere le immani macchie di vernice dal pavimento.
GIORNO 2 (oggi): Al risveglio la visione del camino ci sconvolge così tanto che mio padre corre a comprarmi un deciso rosso mattone, così che io possa rifare il camino rosso (e ripassare di bianco la calce, perché facendo il rosso, inevitabilmente gli spazi bianchi si sporcano di nuovo… a proposito… il mio camino ha anche il forno a legna annesso - 4o5 teglie ci stanno - … riuscite a capire quanto è grande? Parecchio!), nel frattempo mio padre fa le pareti dell’ingresso giallo-guscio d’uovo, fregandosene del verde, che è un abominio. Dopo aver finito il camino sono passata alla porta, fatta per bene, bianca che più bianca non si può, nel frattempo mia madre si affaccendava a pulire la vernice dal pavimento prima che si seccasse. Avevo finito la porta, il mio lavoro era finito… quando.. un rumore dall’ingresso… la voce di mio padre che chiama… un tono strano… indefinito… apro la porta e lo vedo… mio padre è giallo, il pavimento è giallo, il mobile antico della bisnonna, che era stato spostato e posto lontano dalle pareti, e coperto da un telo di plastica, è giallo (la vernice è arrivata dal basso, ed è andata sotto il telo di plastica), gli armadi sono gialli, le scale di COTTO che danno all’esterno sono gialle. Si, avete capito, mio padre ha fatto cadere il secchio di vernice, quando gli mancava mezza parete, 3 metri di lunghezza per 3 di altezza, dalla fine.
Abbiamo portato mio padre in giardino, l’abbiamo sciacquato con la pompa e spedito sotto la doccia, abbiamo passato due ore immerse nell’acqua e nella vernice. Prima acquattata, poi con le ginocchia a terra (posizione simbolica, della serie “la vita mi sta inculando”), poi seduta nell’acqua sporca, stremata dalla corsa contro il tempo… togliere la vernice prima che si secchi. Adesso è finito. Il pavimento è stato smacchiato.
Ho fatto la doccia, una doccia veloce, solo col sapone, ho lavato i capelli con lo shampoo di mio fratello, il mio l’ho dimenticato in camera, come un automa mi sono costretta a pettinarli d asciugarli. Niente crema corpo, niente bagnoschiuma profumato, niente scrub (volevo farmi la ceretta domani). Una eruzione cutanea dovuta alla vernice in via di comparsa, sul braccio sinistro.
3 chiamate perse sul telefonino, nessuna voglia di rispondere.
Domani dovrò dipingere le scale di cotto color rosso mattone, perché il giallo non si è tolto (il cotto è poroso), ed è colpa di mio padre, e non avrò un euro per tutto ciò.
Fa freddo, ancora troppo freddo, non lo sopporto.
Mi accampo disperata vicino al camino, casa mia è una ghiacciaia, gli altri dicono che sono IO ad avere freddo perché non faccio niente, ma per studiare DEVO stare ferma, non posso studiare ballando, correndo ecc…. Gli unici momenti in cui sento caldo è quando faccio le pulizie.
Che poi il freddo mi ammoscia (anche il caldo, però), quando la mattina sento freddo farei qualsiasi cosa per rimandare il momento in cui dovrei alzarmi, e così finisce che mi riaddormento e mi ritrovo a svegliarmi alle 10.30, incazzata nera perché non ho studiato, non ho fatto le pulizie, non sono andata in comune/alla posta/ufficio pubblico qualunque (vabbè, lo so che non chiudono alle 10.30, ma mentre mi lavo, mi vesto e ci arrivo a piedi…. buona notte!).
In genere a Pasqua non fa freddo, c’è un bel clima, invece quest’anno no, non so se è l’inverno che si è allungato o è colpa della Pasqua che è arrivata prima (cioè, che è arrivata prima lo so, ma non so di questi tempi com’è il tempo in generale, ecco).
Le fresie sono fiorite, il pruno, il ciliegio no, si è seccato… tutto fa pensare che ci sia un bel tempo, ma è solo una finta.
Che poi volendola dire tutta, la primavera non la amo particolarmente, perché starnutisco, anzi, mi torna in mente che è quasi ora di farmi iniettare un po’ di cortisone. Taglio la testa al toro, ogni 4-6 mesi una punturina di cortisone a rilascio lento e passa la paura (evviva gli effetti collaterali). Neppure l’estate mi piace: troppo caldo, troppo sudore, pressione bassa.
Diciamo che l’ordine di gradimento è: Autunno, Primavera, Inverno, Estate.
L’Estate sarebbe a pari merito con l’Inverno, ma c’è un fattore che la tira giù: le vacanze. Perché se non vai in vacanza con gli amici sei uno S F I G A T O, e non importa che i tuoi amici vadano in posti pallosi, in posti di cui non te ne frega niente.
L’anno scorso ho invertito la tendenza: non ci sono andata, per vari motivi (pochi soldi, presenza di una persona odiosa, nessuna voglia di beccarmi un eritema, fattore bikini…). Si, è stato noioso restare a casa, no, non ho usato il tempo in modo opportuno, essenzialmente ho oziato e preparato un esame, niente che non avrei potuto fare infilandoci una vacanzina nel mezzo. Ma io voglio viaggiare, non voglio andare in vacanza, non voglio ballare i balli di gruppo, non voglio fare il gioco-aperitivo, non voglio il mare a tutti i costi. Mi piace un sacco visitare città storiche, mi piace un sacco la montagna. E ora lo dico, perché si sta ripresentando il problema vacanze!!! Solo che, ricollegandomi al mio ultimo post, essendosi sfaldato il gruppo di amici… sono col culo per terra anche con le vacanze (sono anche al verde, poi). Non posso neppure provare l’ebbrezza di proporre una meta interessante e sentirmela rifiutare per un posto vacanziero ovvio. No. Se Ele propone di unirsi alla vacanze con gli amici accoppiati io non le posso dire di no, perché vorrebbe dire condannarla a restare a casa, spero che qualcosa di interessante venga fuori in questo break pasquale nel quale un’altra mia amica, Fra, torna da Milano, quindi si può vedere se in tre riusciamo a organizzare qualcosa di decente. Ma già so che se provo a dire… chessò.. Londra, Berlino… mi sentirò dire di no… perché non c’è il mare, e se non c’è il mare, che vacanza è?
Non ho capito bene come, ma stamattina mi sono ritrovata a fare la babysitter (gratis).
Tutto è cominciato quando, alle 10, il suono del cellulare mi ha strappata via dalla braccia di Morfeo, riportandomi alla realtà, una realtà in cui la mia amica Vitty mi urla al telefono “Ma cooooome doooormi? Non ti ricordi che oggi dovevamo andare a trovare S.? Passo a casa tua tra 5 minuti!”. Fortunatamente mi ha poi concesso un quarto d’ora, almeno sono riuscita a lavarmi e darmi un aspetto decente. Bene, giungiamo a casa di S. e troviamo i suoi due nipotini e sua madre che ha tutta l’aria di chi non ne può più di fare la nonna (e ci credo…). Il nipote maggiore (4 anni) decide che io devo colorare il suo album da colorare, e mi mette al lavoro… tendenzialmente ero andata a trovare S. per farci quattro chiacchiere, che non la vedevo da secoli… vabbè, ho la faccia di una che sa colorare. Alle 12 S. va a lavoro, lasciandoci con la madre e i pargoli. Penso che stiamo per andarcene… non è che io abbia gran confidenza con questa signora… e ne ho abbastanza di coorar di verde un enorme cespo di insalata (ai miei tempi i libri da colorare erano più divertenti). Invece no! Vitty chiede alla signora, che aveva un negozio di intimo, se avesse ancora non so che tipo i mutanda che lei aveva comprato e le piaceva tanto. Ma certo che ce l’ha, al che Vitty tira fuori dalla borsa una lista di roba da comprare e lei e la signora se ne vanno, in macchina, al magazzino dove c’è sta roba.
A questo punto sono a casa di una mia amica (casa che non conosco molto bene, perchè in genere era lei a venire da me, studiando nel mio paese) con due bimbi (4 anni e 7 mesi) che non consco, uno dei quali vuole stare in braccio a saltellare e sbavare (argh, dentizione!) e un altro che vuole che io colori il suo libro. Benissimo, ho fatto la babystitter per anni… cosa vuoi che sia.
Solo che il grande, mentre io non potevo lasciare il piccolo, ha aperto un pacco di burro, leccandolo, si è infilato in bocca il cosino di plastica delle uova kinder (orrore strozzamento), i tappi di varie penne e pennarelli (orrore strozzamento/2, ma cacchio devi morire proprio mentre ci sono io?), ha otturato il lavandino del bagno lavandosi le mani con un paio di bottiglie di sapone, ha tentanto di strapparmi di mano il fratellino, mi ha raccontato la storia dell’uomo ragno, ha tentato di far mangiare un piccolo uomo ragno al fratellino.
Sarà che sono paranoica, ma gli altri bimbi che ho guardato, in passato, non avevano tutto questo accesso a cose pericolose per lo strozzamento ecc… alla faccia della mattinata spensierata che dovevo avere.
Ah, Vitty e la signora sono tornate dopo 1 ora… solo un’ora, ma mi è sembrata molto lunga.
Edit. ore 15.17
Parlando della SFIGA che mi perseguita, oggi al mercato ho comprato un reggiseno da 15 euro. Bene. Mi serviva proprio. Peccato che lo abbia perso… la busta mi deve essere caduta da qualche parte mentre aiutavo mia madre coi vasi di fiori che ha comprato.